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ARTE E POLITICA OSSERVAZIONI INTORNO A DUE STATUE EQUESTRI MEDIEVALI S. GIORGIO, PRAGA, 1373; S. LADISLAO, ORADEA/ GROSSWARDEIN, 1390

ARTE E POLITICA OSSERVAZIONI INTORNO A DUE STATUE EQUESTRI MEDIEVALI S. GIORGIO, PRAGA, 1373; S. LADISLAO, ORADEA/ GROSSWARDEIN, 1390

Baldescu, Irina

Studia Patzinaka, 6, 2008, pp. 103-128

Abstract

I. LE STATUE EQUESTRI ROMANE E L’IMMAGINE DELL’IMPERO NEL MEDIOEVO Poche erano le statue romane equestri conservate fino al periodo medievale; simboli viventi dell’antico impero, queste acquisirono, nella coscienza politica degli imperatori medievali, significati ideologici che mutarono e si arricchirono durante i secoli. La più famosa è la statua di Marco Aurelio, nel medioevo sita nel cortile lateranense, trasferita in Campidoglio (1538) al tempo della sistemazione michelangiolesca. Sotto la gamba genuflessa del cavallo si trovava, in origine, la statua di un nano, andata persa, elemento di difficile interpretazione. L’identificazione del cavaliere quale Marco Aurelio avvenne al tempo del Rinascimento, attraverso il confronto con le raffigurazioni dello stesso imperatore sulle monete. Nel medioevo, invece, il personaggio era noto come Costantino, o il Gran Villano, o Curtius Quirino. Le Mirabilia e altre guide medievali di Roma permettono di ricostruire in modo assai preciso la percezione della statua nell’imagerie del popolo e del ceto intellettuale.

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